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Attrezzatura


Canne
Le canne da carpfishing sono costruite in carbonio, si presentano nella maggioranza dei casi ad innesti a due pezzi. La lunghezza varia da 12 a 13 piedi e presentano una anellatura di circa 6-7 anelli di diversi materiali , sic, fuji sic titano e altri. I migliori sono I Fuji e Fuji SIC – e possono essere a mono o a doppio ponte.
Il Sic è + leggero ma anche +fragile, importante che siano materiali che garantiscono una resistenza adeguata all'uso della treccia, indispensabile è che su qualsiasi canna il puntale abbia queste caratteristiche. Gli innesti( punto di unione dei due pezzi) possono essere a spigot o a cono rovesciato. Il primo metodo ha la capacità di mantenere inalterato il diametro della canna,praticamente un pezzo di carbonio (maschio) va ad incastrarsi in una femmina, ambedue le zone sono rinforzate con giri addizionali di carbonio.
Questo innesto prevede che resti tra i due pezzi di canna uno spazio, questo perché con il tempo il consumo del materiale a contatto avvicinerà i due pezzi ,quindi non intervenite in nessun modo per correggerlo. L'altro metodo , a cono rovesciato, consiste nell'unione di due parti con conicità diversa che si incastrano perfettamente tra di loro.
Le canne sono classificate tra di loro in base ai libbraggi più semplicemente potenza e per l'azione che manifestano.
Libraggio: si intende il peso necessario, applicato alla punta della canna per poter ottenere una sua flessione pari a 90 ° rispetto al manico. Ricordiamo che una libbra ( lb) è pari a 450 grammi. Per cui , ad esempio , una canna con test di curvatura pari a 2 libbre si fletterà a 90 ° con un peso di 900 grammi. La capacità di lancio di una canna non è legata alla potenza ma alla sua azione. I libragli più usati vanno da 2,5 lb - sino a 3 lb ed oltre.


Azione


Originariamente le canne da carpfishing presentavano un'azione parabolica, significa che flettono disegnando un arco o semicerchio dal manico al cimino.
Pregi: valide nel combattimento con il pesce nel sottoriva non si ha però alcun aiuto dall'attrezzo nel combattimento a distanza in quanto il manico flette completamente e non restituisce potenza essendo troppo morbido. Consentono l'impiego di fili di diametro più basso,e un minor uso della frizione del mulinello. Si riducono le slamature in fase inguadinatura
Difetti: abbastanza limitate nella distanza di lancio e nella precisione . Difficoltà di ferrata a lunga distanza. Azione parabolico progressiva: è la canna maggiormente usata, sostanzialmente si tratta di una canna parabolica con azione irrigidita verso l'impugnatura. Da ritenersi ottima nel lancio in considerazione che il manico flettendo in modo ridotto restituisce potenza velocemente. Nel recupero del pesce aiuta in modo essenziale il pescatore in quanto si contrappone efficacemente alle fughe del pesce che saranno ostacolate dalla normale attitudine , che ha la canna di raddrizzarsi.
Azione di punta: al di fuori di poche eccezioni non risulta molto usata e comunque poco adatta alla nostra tecnica poiché la sua rigidità ha effetti negativi sulla lenza e sollecita troppo la frizione del mulinello. Eccellenti nella ferrata a lunga distanza ma risultano causa di slamature con una certa frequenza.


Mulinelli


Possiamo classificare i mulinelli in 2 grandi specie: a bobina larga e a bobina stretta. I mulinelli a bobina stretta sono più utilizzati per esercitare la pesca a medie distanze e principalmente nel sottoriva. Per il loro minor peso risultano maggiormente equilibrati con canne di minore libraggio (2/2,25 e 2,5 lb) e su cui sono montati anelli di piccolo diametro. I mulinelli a bobina larga sono essenzialmente indirizzati alle canne più potenti, provviste di anelli di maggiore diametro (favoriscono un migliore scorrimento del filo) e sono adatti per effettuare lanci più lunghi o per portare le esche a grandi distanze in quanto riescono a contenere delle notevoli quantità di lenza. Oggigiorno quasi tutti i mulinelli utilizzati per il carpfishing sono dotati di baitrunner. Si tratta di un dispositivo che permette alla bobina del mulinello di risultare libera, semplicemente mediante l'uso di una piccola leva. E' senza dubbio un congegno che agevola decisamente l'azione di pesca, anche se non è da ritenersi indispensabile.
I supporti per le canne
I più semplici poggia canne in assoluto sono i picchetti, si possono usare singolarmente per canna oppure dotandoli dello specifico buz-bar che può sorreggere due, tre o quattro canne (valido anche per i rod-pod). I problemi per i picchetti si hanno quando incontriamo dei terreni durissimi o con pietrisco, oppure quando ci troviamo su delle piattaforme in legno o cemento. Esistono i rod-pod che sono dei poggia canne che vanno bene in qualsiasi situazione.
I materiali con cui sono costruiti in prevalenza sono acciaio inox , costosi e pesanti o alluminio, forse meno belli ma più leggeri. Le caratteristiche che deve avere un pod sono, stabilità leggerezza e robustezza. Caratteristici sono quelli a treppiede (tipo fishcon o Amiaud) indispensabili per pescare tenendo alte le canne per la presenza di ostacoli o per la pesca a lunga distanza. Oppure vi sono i tipi a 4 picchetti ( tipo Fox quattro) che sono estremamente stabili in quanto i punti di appoggio sono ben quattro.La prossima volta conosceremo i segnalatori visivi e acustici oltre ad altri accessori caratteristici del carpfishing.


Lo studio dei terminali


Quello dei terminali è certamente un bell'argomento che implica una notevole serie di riflessioni. La base di partenza per ragionare di terminali è quella di parlare di due aspetti che ne influenzano la scelta:
o distanza di lancio
o tipologia del fondale
gIl lancio è il riferimento primario considerando che un terminale in aria subisce una forza frenante inaspettatamente forte da parte del bracciolo innescato. Ciò causa una forte perdita di distanza di lancio tanto che in termini percentuali la diminuzione di distanza provocata da una boilies innescata può essere calcolata attorno al 20% - 30%. Questo in presenza di una sola esca innescata; possiamo quindi immaginare che decremento delle performances si hanno quando aggiungiamo un piccolo stringer con 3 boilies?

In una serie di prove compiute in passato verificammo questi dati, che appaiono abbastanza esplicativi:
o distanza media ottenuta senza esca: 120 metri
o distanza media ottenuta con singola esca: 90 metri
o distanza media con stringer a 3 boilies 75 metri
Analizzando questi dati, ottenuti con canne da 3, 25 libbre e filo 030mm in bobina notiamo come il decremento di distanza sia assolutamente considerevole ed ognuno dei terminali che conosciamo ha un comportamento che influenza chiaramente i suddetti valori apportando dei miglioramenti o dei decrementi ulteriori di distanza.

.Il secondo aspetto che dobbiamo valutare è dato dalla tipologia del fondale che è altrettanto significativa perché soprattutto in presenza di ostacoli, vi sono delle soluzioni che non vanno utilizzate per una semplice questione di rispetto verso le nostre prede che, mai, vogliamo vedere morte per non essere state capaci di liberarsi di un terminale e relativo piombo da 100 grammi ad esso appeso!
Traiettoria di lancio
Una considerazione particolare fa però fatta nella traiettoria di lancio che influenza in modo assoluto un aspetto rilevante nell'intero discorso legato alla presentazione dell'esca; la resistenza ai grovigli. Dal mio punto di vista un terminale deve garantirmi al 100% che l'esca sia posata sul fondo e non attorcigliata attorno alla lenza madre in posizione totalmente inefficace. La traiettoria di lancio è determinante perché troppe volte si attenta alla capacità del migliore dei terminali con lanci tesi che impattano l'acqua con angoli talmente piatti da non lasciare quali speranze di presentazione corretta.
Tecnicamente ciò avviene perché il lanciatore assume una posizione del corpo errata. La è posizione del corpo determina infatti “come” carichiamo la canna e la traiettoria che gli imprimiamo. Spesso infatti un lanciatore che vuole forzare il lancio tende inavvertitamente a irrigidirsi incurvando le spalle e abbassando la testa. Ne scaturisce un lancio piatto, teso ed un impatto del terminale in acqua, con un angolo sbagliato.

Un impatto troppo basso impedisce al finale di rimanere disteso e non esiste quasi possibilità che il migliore dei terminali anti groviglio, riesca a resistere. Provate per credere pensando che una traiettoria con un alzo di 15 – 20° è sufficiente a rovinare la nostra presentazione dell'esca. A questo punto diventa importante trovare la soluzione a questo problema per arrivare ad ottenere un alzo di almeno 30°. Per far questo è spesso sufficiente guardare un punto alto sull'orizzonte per far assumere al corpo la posizione idonea al lancio corretto che corrisponde ad una traiettoria compresa tra i 30 ed i 40 gradi rispetto al terreno.
Materialmente significa tenere la testa ben dritta ed osservare un punto all'orizzonte posto ben in alto. Automaticamente tutto il corpo si disporrà nella posizione migliore e, con un gesto assi meno violento otterremo una traiettoria ideale. Attenzione che un lancio corretto a distanza significa vedere volare il terminale assai più in alto di come la maggioranza dei pescatori si aspetta ma, credetemi, una traiettoria corretta significa proteggerci dai grovigli nel migliore dei modi.


Lead core


Uno degli argomenti maggiormente oggetto di domande riguardava il lead core ed ho notato come tanti amici carpisti, vogliano usare questo materiale ma non dispongano di troppe informazioni al riguardo. Dedicheremo alla preparazione del ead core solo una sequenza fotografica sebbene credo che tutti sappiano come usarlo. Voglio però ribadire alcune convinzioni promettendo altre sequenze fotografiche su questa materia, nel prossimo futuro.
Il lead core, soprattutto ora che è studiato esattamente per questi scopi è di gran lunga migliore è più efficace di qualsiasi tubetto in PVC poiché garantisce la perfetta affondabilità, è rigido a sufficienza da avere eccellenti qualità anti groviglio e, abbastanza morbido da adattarsi a tutti i tipi di fondale. Un buon terminale in lead core può essere lungo da 30 a 60/70 cm con l'accortezza di essere preparato con due cappi alle estremità affinché si possa avere una maggiore rapidità nei cambi.

La mia tecnica è sempre quella di predisporre cappi di dimensioni differenti; molto piccolo quello destinato alla giunzione con la lenza madre, molto più grande quello su cui va la girella del finale affinché sia possibile sostituire un finale già innescato. Il lead ore per terminali deve essere almeno 25 libbre per poter essere lavorato facilmente con l'ago apposito. Una cosa mi preme sottolineare ed incide direttamente la parte “sicurezza” nei confronti delle nostre prede; mai il lead core deve essere collegato alla lenza madre con una girella.
Spesso ho visto questa scelta tecnica per ridurre l'arrotolamento della lenza durante il recupero ma, il rischio che una rottura appoggi sul fondale un terminale innescato in cui il piombo non riesca a liberarsi. In alcuni momenti di questo lavoro troverete indicazioni di “lead core alleggerito” a significare solo che dovremo rimuovere una parte dell'anima di piombo poiché pescheremo in ambienti in cui, un eccesso di peso può mettere fuori posizione il terminale. Una piccola parte di piombo sarà comunque sufficiente a garantire quella rigidezza che rende molto utile il suo uso.
 

Helicopter Rig


L'elicottero è senza dubbio una delle soluzioni terminali vecchie quanto la pesca con la canna, anzi, probabilmente viene anche prima visto che tutta la pesca da barca spesso si basa su braccioli. Il carpfishing, che altro non è se una rivisitazione in chiave moderna della tradizione ha fatto proprio l'elicottero, apportandovi poche insignificanti varianti rispetto alla versione che amavo usare nella prima parte degli anni 80.

Questo tipo di soluzione ha alcuni grandi vantaggi e ben poche note negative sul suo conto. Innanzi tutto l'heicopter rig è quello che vola meglio dei suoi antagonisti perché in aria assume meglio degli altri una posizione che non causi alcun tipo di resistenza da parte del bracciolo innescato. Il bracciolo tende infatti a stendersi parallelamente all'asse del lead core e la rotazione dell'esca è limitata sebbene sempre presente.

Qui il decremento di distanza è attorno al 15% con un forte decremento di distanza in presenza di vento contrario proprio perché la presenza di una leggera rotazione del bracciolo funge da freno amplificato in queste condizioni. Nel lancio questa soluzione è molto resistente ai grovigli garantendo una presentazione dell'esca assolutamente precisa. Chiaramente l'helicopter non ha potere contro i lanci con traiettoria bassa e tesa contro i quali vi sono ben poche speranze.
L'elicottero è un terminale adatto a quasi tutte le situazioni di pesca perché sia con finali corti (10 cm) che lunghi (40cm), riesce a presentare l'esca in modo ottimale. Non deve essere usato se peschiamo in aree ricche di ostacoli se non costruiamo il terminale con la certezza assoluta che, nel caso di rottura, il piombo si liberi immediatamente. Vedo un limite nell'helicopter rig nella giunzione sul piombo e nel fatto che il terminale abbia un rottura a meno che non si protegga accuratamente la zona con silicone o pvc.
 

Pendulum Rig


Una volta questo tipo di terminale veniva chiamato “Bolt Rig” e credo che sia stato Gibbinson a proporre il nome Pendulum vista la posizione del piombo appunto, a pendolo. Si tratta di un terminale che vola ottimamente e che resiste bene ai grovigli poiché, anche in questo caso, il finale tende a disporsi parallelamente al lead core madre senza ruotare. Questa posizione tende a garantire distanze di lancio inferiori rispetto all'elicottero con un decremento del 10% circa a causa di una maggiore resistenza e per una posizione assunta naturalmente dal piombo che, non appare al perfettamente allineata con la direzione di lancio.
Il pendulum si basa essenzialmente su un piccolo accessorio in plastica che trova le versioni a mio giudizio migliori nella Fox , Kevin Nash e Korda. Questo piccolo accessorio ci permette di agganciare il piombo al terminale grazie ad una piccola linguetta di plastica bloccata a sua volta da una protezione in silicone. Questo garantisce una certa mobilità al piombo, generalmente a girella e la possibilità di liberarsi quanto la trazione supera un certo sforzo e causa la rottura della linguetta. Il limite di questa versione sta nel caso in cui la carpa non riesca a rompere la linguetta e il nodo di giunzione tra lenza madre e terminale sia troppo grosso da non passare attraverso lo spazio offerto dal safety rig.


Inline Rig

Anche questa soluzione non è originale del carpfishing come poteva essere la precedente; l'inlin rig è una terminale vecchio almeno 50 anni quando si usavano piombi a saponetta forati per pescare a fondo. Poi sono arrivati i rivoluzionari (scherzo ovviamente) piombi Inline spacciati, ironico perché si tratta di piombi usati nella pesca dalla spiaggia da decenni, come novità assoluta del mercato. Oggi è possibile trovare diversi tipi di piombi inline, quasi sempre di ottima fattura e spesso con la possibilità di essere inseribili direttamente sul terminale grazie ad un taglio laterale che li rende facilmente sostituibili. Gli Inline sono eccellenti soluzioni valide in gran parte delle situazioni di pesca con grossi limiti nel caso do ostacoli sul fondale per la difficoltà che hanno, nel liberare il piombo . Ne sconsiglio quindi l'uso in queste occasioni perché il rischio che una carpa allamata rimanga bloccata ed i imprigionata è davvero alta.

Da escludere completamente la possibilità di usare una girella di collegamento tra terminale e lenza madre perché in caso di rottura, condanneremmo a morte l'eventuale preda.. L'Inline rig ha una discreta capacità di lancio sebbene sempre subordinata alla migliore capacità dell'elicottero nei confronti del quale perde in distanza ed in precisione perché la posizione che assume il finale offre una discreta resistenza all'avanzamento. Lo ritengo quindi un terminale veramente efficace e resistentissimo ai grovigli anche quando la traiettoria di lancio è tesa soprattutto quando si utilizzano finali corti in monofluorocarbon o in snake bit. Perfetto nella pesca a distanza se montato con piombi da 120 grammi


Safety Run Rig


Tra tutti i tipi di terminale che abbiamo visto questa è l'unica versione scorrevole o parzialmente scorrevole. L'idea è nata da un paio di piccoli accessori di plastica che permettono la costruzione di un terminale che si è dimostrato molto efficace soprattutto in presenza di acque sottoposte a pressione elevata oppure, in pieno inverno, quando il pesce si dimostra molto attento e timoroso nell'approccio con l'esca. E' un terminale che può avere alcuni problemi di lancio se la traiettoria è troppo tesa anche se in genere, una costruzione corretta riesce a garantire una discreta tenuta.
Ritengo questo terminale adatto alla pesca a corta – media distanza che non reputo perfettamente a suo agio in presenza di ostacoli per la sua costruzione che prevede un paio di blocchi alla scorrevolezza del piombo. Alcune fonti indicano questa soluzione come molto adatta in acque ad alta pressione di pesca soprattutto se viene posto un blocco mediante una piccola pallina fermata da uno stop in power gum ma personalmente sono propenso ad evitare ogni possibile blocco che possa mettere a rischio l'incolumità della preda in caso di rottura.
 

Running back lead


La distensione perfetta del terminale sul fondale è un obbiettivo che dobbiamo ricercare in tutte le presentazioni dell'esca. Ovvio che questa mia tesi assume tanta importanza su certi tipi di fondale e meno in altri casi dove, il tubetto in PVC o il lead core deve quasi “galleggiare” senza trascinarsi sul fondo. Per questa ragione sono arrivato alla conclusione che la stessa anima di piombo del led core possa essere rimossa parzialmente o interamente. E' una mia teoria che nasce dal fatto che la resistenza del lead core non cambia assolutamente mentre si modifica radicalmente la sua rigidità e quindi la sua capacità di tenere ogni groviglio durante il lancio. Tra le soluzioni idonee a stendere la lenza sul fondo vi è quella dei back leads fissi che tratteremo in altra parte mentre qui vorrei presentare il back lead volante o “running back lead”.
Si tratta molto semplicemente di un piccola olivetta di piombo che inseriremo lungo la lenza madre e lasceremo libero di scorrere all'indietro durante il lancio. In genere assisteremo al piombino che scorre di una decina di metri mantenendo la lenza in tensione. Si tratta di una bella soluzione che presenta vantaggi nella pesca a media e lunga distanza e permette una buona distensione del finale seppur con qualche piccolo limite in presenza di vento al traverso. Non si deve scegliere un piombo pesante poiché bastano 5 grammi per ottenere un buon risultato. IL limite di questa soluzione può essere nel recupero se il piombo dovesse andare ad incagliarsi. Accade i rado ma è evidente che non dovremo scegliere questa soluzione pescando in zone ricche di ostacoli.

Test delle dita


Questo semplice sistema permette di costruire se l'hair rig è stato costruito correttamente o meno ovvero, se l'amo sarà sempre in posizione ideale per ferrare la bocca della carpa. Si tratta di mettere il finale tra indice e pollice e tirare lentamente la lenza affinché l'innesco risalga verso la curvatura della mano. Noteremo che l'amo tenderà ruotare e la punta comincerà a toccare la pelle fino a impedire il recupero. Questo se l'hair rig che abbiamo costruito è corretto e la distanza tra boilies e amo è tale da non metterlo in ombra. Altro aspetto da tenere in considerazione è la distanza tra la boilie e la curvatura dell'amo che va letta sempre in funzione di ottenere la massima mobilità dell'hair rig. Come regola generale dovremo cercare una distanza massima di 3-5mm anche se poi i successivi test delle dita e le prove che faremo ci diranno se la scelta è quella giusta.


Snake Skin Rig


Ho scelto di offrirvi una sequenza disegnata , molto semplice e che serve a spiegare come si costruisce un rig universale di grandissima efficacia. Questo semplice rig è la somma di tante piccole sottigliezze che partono dall'uso di un materiale misto ricoperto, da un piccolo anellino di acciaio e pochi elementari concetti di costruzione dei rig che abbiamo già visto nei passati numeri della rivista. Una alternativa ai materiali misti è certamente data dall'impiego di ottima treccia da 25-30 libbre oppure un buon nailon o mono di diametro min. 040mm.
Il nailon ha una maggiore resistenza all'abrasione ed ai nodi laddove il più costoso monofluoro, per quanto sia invisibile in teoria è ancora troppo delicato e soggetto a rotture. “ La pelatura” dello snake skin avverrà a terminale finito per lasciare un piccolo pezzo di ricoperto subito dopo l'occhiello e creare così in modo artificiale, una soluzione ad amo piegato (migliora la penetrazione e la tenuta dell'hair rig) e per lasciare una parte immediatamente dopo, più morbida rispetto al resto del finale.
Avremo così una soluzione tecnica che resiste perfettamente ai lanci più lunghi, non si aggroviglia mai e presenta l'esca in modo perfetto….oltre a ferrare la carpa non appena questa commette l'errore di avvicinarsi troppo alla nostra boilies.


Il Line Aligner


Questa è una soluzione avanzata di enorme efficacia che usano tanti appassionati perché è talmente efficace e funzionale da superare tutti gli altri sistemi di presentazione d'esca che si conoscano. Ribadisco questa sequenza fotografica così come appare anche in questo numero di Carpfishing perché è importante conoscere e comprendere bene che, con pochissimi accorgimenti, il rateo delle nostre catture potrà aumentare ed avremo veramente fatto tutto il possibile per non slamare la carpa che stavamo aspettando da ore..La preparazione è casalinga attraverso un ago con il quale inseriamo il finale all'interno di un tubetto in pvc che avremo messo a protezione del nodo. La base di partenza è ancora una volta il senza nodo su cui applichiamo il tubetto.
Questa soluzione aiuta l'amo a ruotare e a mettersi nella corretta posizione e la prova delle dita dimostra quanto sia funzionale.
• Si predispone un amo con un hair rig senza nodo
• Si inserisce un tubetto in pvc o silicone
• Con un ago, si infila il finale andando verso la punta dell'amo
Ecco il line aligner completo

Modena Rig

Accessori
Palline di sughero o Cork Ball – Si trovano in diversi diametri da 6 mm fino a 20 mm, vanno scelte secondo il numero di bigattini che si vogliono incollare e la misura di amo da utilizzare.
Ago da leadcore – Si usa per infilare il Nylon nel centro della sfera e legarla non e’ indispensabile, va bene anche un ago da cucito, ma comunque risulta utile anche per innescare microboile e piccole granaglie.
Colla – Meglio con l’Attack ma vanno bene anche altri modelli di cianoacriliche …l’importante e che asciughi subito.
Nylon – Un qualsiasi 0,16/0,18 va benissimo.

Assemblaggio
A prima vista il montaggio può sembrare difficoltoso ma lo è solo spiegarlo…vederlo fare sarebbe molto più semplice e immediato, comunque…. Si infila l’ago nel centro della sfera di sughero, si tira il nylon (doppio) all’interno poi si passa dall’asola che si viene a creare, si serra, e si “tocca” con la colla sul foro per fermarlo definitivamente.

Incollare i bigattini

Si mette una goccia di colla su un qualsiasi piano che non la assorba e ad uno ad uno si prendono i bigattini per la punta e si fa loro toccare la colla con la parte piatta del bigattino (come quando si innescano penzoloni sull’amo) a questo punto basta far combaciare pallina e “sedere” del bigattino e iniziare a formare la medusa.
L’operazione è molto veloce specie se fatta in casa la sera prima della pescata, per intendersi, in una mezz’ora se ne montano una ventina.
Dopo averne preparate quanto basta le si mettono in una scatolina con la stessa pastura che si utilizzerà il giorno seguente….tutto questo per non far sentire l’odore della colla….



L’Amo
Per facilitare il montaggio della “medusa” sull’ amo ci si avvale di un modello di amo nato per il CF ma che non ha un gran successo tra i carpangler… il Mini “D” le misure vanno da un n°2, per noi inutilizzabile, allo splendido gioiellino (per la verità un po’ difficile da trovare) che e’ il n°10.
Con questo tipo di amo è facile capire che basterà legare i baffi di nylon,lasciati in eccesso nella medusa, all’anellino e il gioco è fatto.



Il Medusa Rig


A questo punto ognuno, se vuole, lo applicherà come meglio crede ai propri finali ma prima di finire ecco i difetti e i pregi.


Difetti:


E’ un rig molto tecnico e farà storcere il naso a più di uno – Fà selezione ma non è immune, proprio per via dei bigattini, all’attacco dei piccoli pesci quando questi, specie in stagioni calde, sono in piena attività – In piena corrente lo si può usare solo neutralizzando la sua leggerezza con un piombo a 2/3 cm dall’amo – Ci vuole tempo per capire in quali acque funziona e in quali fallisce – Và autocostruito e non a tutti piace “perdere tempo”.


Pregi:


I bigattini rimangono vivi e vitali per un tempo incredibile, quasi come averli nella sacca – Il Rig è leggerissimo perché il peso dell’amo e dei bigattini è bilanciato dalla sfera di sughero –Il rig è autoferrante al 110% dato che l’amo è completamente libero – Le meduse danneggiate dalla cattura possono essere rimpiazzate con quelle “fresche” in un tempo minimo.

Carpfishing Marginale

Il 90% dei carpisti sfrutta le postazioni sottoriva con grande attenzione anche se spesso vengono commessi degli errori che non devono mai essere sottovalutati perché possono compromettere la nostra azione di pesca. Gli esempi sono molti e solo un po' di attenzione ci permetterà di affrontare la nostra sessione in modo più efficace.
reparare l'attrezzatura
La scena è quella classica; qualche quintale di attrezzi scaricati sulla sponda, il pod piazzato quasi in acqua e via con la tenda o con, l'ombrello che viene bloccato a martellate sul terreno. Fino a prova contraria tutto ciò che nuota a meno di 3-400 metri scappa a pinne levate e per un bel po' di ore non se ne parla proprio di avere catture nel sottoriva. Poi inizia la fase di pasturazione per cui, inizia il bombardamento con le boilies, le pellets e le granaglie con il rocket se non addirittura, direttamente versando dalla barca anche se in pochi metri d'acqua qualche secchiata di esche. A questo punto abbiamo creato il vuoto anche se sulla carta tutto è stato fatto a puntino seguendo le illuminate teorie di qualche angler di grido.
Magari qualche carpa arriva lo stesso grazie alla ricchezza di alcune acque nostrane ma, non sempre la fortuna gira dalla parte nostra.

Tra “sbattare” un sasso o piantare un picchetto e mettersi ad urlare sulla sponda vi è una differenza importante. Nel primo caso provochiamo vibrazioni che si propagano in acqua, nel secondo, solo rumore che non viene avvertito dal pesce. La ragione sta nella differente densità tra acqua e aria per cui un suono emesso in aria, non si propaga in acqua. Nel sottoriva quindi, si deve bandire la produzione di vibrazioni (martellate, salti, camminare con i piedi in acqua, lanci ripetuti etc). Per non disturbare chi sta pescando vicino a noi, dovremmo anche evitare di urlare ma, ai fini del risultato, questo è assai meno grave.

Pasturare


Questa è una parte importante se ben effettuata poiché le carpe mangiano naturalmente nei pressi dei margini soprattutto se scoviamo aree con coperture di alberi oppure ostacoli che favoriscano il senso di protezione delle carpe. Per evitare rumori inutili ci si dovrebbe limitare ad usare un sacchetto di PVA pieno di pezzi di boilies e di qualche pellets. In questo modo con un solo lancio riusciremo ad avere la pastura tutt'intorno all'amo senza ricorrere a lanci addizionali che spesso ottengono il risultato di far scappare le nostre prede.
 

Terminali


Pescare sottoriva spesso significa appoggiare le esche a pochi metri di distanza per cui non sono necessarie soluzioni speciali ma semplicemente, affidabili. La partenza della carpa ingannata nel sottoriva è spesso molto violenta e la scarsa elasticità della attrezzatura può portare a rotture indesiderate se non abbiamo fatto le cose per bene. Vediamo allora come cercare di migliorare il nostro lavoro usando poche e semplici accortezze.
La possibile abrasione determinata dalla presenza di pietre o legni sommersi richiede l'impiego di uno spezzone di lead core lungo almeno 40 centimetri e comunque, sempre più lungo di almeno dieci centimetri del finale innescato che stiamo usando. In questo modo ridurremo notevolmente i possibili grovigli soprattutto se nella preparazione del lead core avremo l'accortezza di non togliere il filo di piombo interno. Per questa ragione è spesso consigliabile scegliere lead core già pronti che sono perfettamente preparati.
Attenzione, non esiste assolutamente connettere il lead core con la lenza madre attraverso una girella. Se rompiamo la carpa deve essere in grado di liberarsi della lenza finale senza la possibilità che una girella blocchi lo scorrere del filo o del piombo.
Il migliore delle connessioni con il piombo è, il safety clip. Questa soluzione tecnica ci permette di avere un piombo perfettamente allineato, facile da sostituire e che, in caso di incaglio, si sgancia facilmente. Una piccola girella, questa si, collegherà invece il lead core al finale ed arriviamo alla parte calda della nostra montatura. I materiali con cui si deve comporre un finale sono molti ed è importante che siano affidabili, robusti e di una tenuta di almeno 20 libbre con il quale annoderemo un semplice e funzionale hair rig del tipo “senza nodo” che, non tradisce mai.


Innesco della boilie


Per tutti coloro che stanno iniziando è utile osservare la sequenza di innesco di una boilie su cui poi andremo a costruire un semplice hair rig del tipo “senza nodo”.
1. Fare un cappio sul finale ed innescata la boilies sull'ago apposito
2. Trasferire la boilie sul finale e bloccarla con uno stop
3. Inserire l'altra estremità nell'occhiello dell'amo e trovare la giusta distanza boilie- curvatura dell'amo.
4. Avvolgere il finale lungo il gambo dell'amo.
5. Reintrodurre l'estremità nell'occhiello e stringere il nodo.

Esche veloci


La tecnica del carpfishing è caratterizzata dall'utilizzo delle boilies, che talvolta possono non essere proprio sferiche....
Negli ultimi anni la pesca si è trasformata radicalmente e il tempo che abbiamo a disposizione per praticarla siamo costretti ad ottimizzarlo cercando d'ottenere risultati accettabili. Grazie agli influssi d'oltralpe e anglosassoni le tecniche si sono orientate alla selezione delle specie ittiche, come ad esempio la tecnica del Carpfishing, facendoci pagare però in alcuni casi il dazio delle poche catture.
Si è passati dai bigattini ad esche compatte e voluminose, sperando che solo grosse carpe potessero abboccare e se in parte ciò s'è avverato, i tempi d'attesa si sono sicuramente allungati.
Non tutti i pescatori sono in grado d'attendere intere giornate per catturare un solo pesce o addirittura nessuno, per questo lo sforzo è stato quello di creare un'esca dall'efficacia più veloce.
Per esigenze commerciali il problema spesso è risolto con esche più “cariche” d'aroma o d'attrattori in genere, per accorciare i tempi d'attesa, tuttavia, in specchi d'acqua ad alta pressione piscatoria sembra essere un sistema a breve durata, dato dal forte potere di saturazione d'alcune sostanze.
Il problema, è quindi quello di realizzare un'esca con garanzie superiori, ma come? Chi mi conosce, sa che mi spremo la mente nella costruzione d'esche adatte al caso, perché sono convinto che commercialmente diventa impossibile. Vediamo quindi di realizzare delle esche performanti adatte anche a chi non possiede l'attrezzatura per la realizzazione delle beneamate boilies.
Acquistare un kg di mix fruttato o realizzarlo con:
• 300g di semolino
• 300gdi pastoncino per canarini
• 200gdi farina di soia
• 100g di latte in polvere
• 100g di farina di mais
• 40/50g di carpix (a piacimento)
Il carpix può essere addizionato anche al mix commerciale, anche se esistono alcuni insaporitori specifici al caso, ma supponiamo di non avere a disposizione tutto l'occorrente. Se decidiamo di aggiungerlo al mix, dobbiamo mettere il tutto in una busta di nylon rigonfia d'aria e miscelare energicamente per amalgamare bene le polveri. Lo stesso vale per il mix casalingo, per facilitare che tutte le farine sono ben omogenee all'interno della miscela.
Acquistare un aroma in glicerolo o in alcol, fruttato:
• tutti frutti
• fragola
• ananas & banana
• scopex (in alternativa)
Per i più pignoli e solo se non è difficile da recuperare, acquistare anche un dolcificante. In teoria può essere sostituito da uno zucchero liquido naturale, come ad esempio quello di canna, reperibile in molti supermercati, ma all'atto pratico è molto appiccicoso, pertanto almeno all'inizio è meglio evitare di complicare il lavoro.
Adesso inizia il vero lavoro e come vedremo, anche per un neofita non si tratta di un lavoro complicato e dispendioso perché non servono gli strumenti classici, “pistola” e “tavola di rullaggio”.
• Sbattete 5 uova medie in una terrina o in una zuppiera in plastica
• Aggiungete la dose consigliata d'aroma per 500g di mix
• Aggiungete alle uova ben sbattute il mix, fino ad ottenere una palla d'impasto morbida e non appiccicosa.
• Lasciate riposare l'impasto 5 o 10 minuti in una busta di nylon, al riparo quindi dall'aria
• A questo punto potete realizzare delle salcicce d'impasto di circa 20mm di diametro che andrà tagliato con un coltello nella lunghezza di 2cm.

L'ultimo passaggio consiste nella bollitura, che può essere eseguita con una pentola e vaschetta a rete, utilizzata normalmente per la frittura degli alimenti. La vaschetta di rete ci permette velocemente di togliere le esche cotte, sostituendole con quelle ancora crude. L'operazione di cottura, in parte dipende dalla costruzione dell'esca e dalla natura dei suoi componenti, ma un tempo indicativo, che si presta a tutte le situazioni, è compreso tra 1 minuto e 1 minuto è ½.
L'idea di questa soluzione, piuttosto che utilizzare una comune pistola com'estrusore, nasce dall'estrema semplicità ma, soprattutto dalla sua efficacia. Quando si parla di esche veloci, siamo soliti pensare che nelle boilies ci debbano essere prodotti “diversi” dal solito che, grazie alla particolare composizione sono più efficaci nel corto periodo. In realtà, la grossa differenza è data dalla solubilità accentuata o meno d'alcuni prodotti ma, come spesso accade, ciò che è più efficace nel corto periodo, può esserlo meno alla lunga.

Perciò, una volta trovata la giusta combinazione aromatica, compresa la quantità, può essere una buona soluzione rendere le esche più porose in maniera molto veloce, come appunto tagliarle col coltello; nel caso si utilizzi aromi in alcol, è consigliato abbassare il dosaggio, addirittura dimezzandolo, per evitare una dispersione eccessiva. Il nostro “salsicciotto” non passando sulla tavoletta di rullaggio si compatta in parte, soprattutto sui lati relativi ai tagli, permettendo il rilascio delle sostanze liquide contenute all'interno in maniera più veloce.
la durata delle nostre sessioni di pesca però è nell'ordine della giornata e le nostre esche sull' hair rig rischiano di rimanere immerse per molte ore consecutive, durante la preparazione dei cilindretti può essere una soluzione quella di preparare alcune boilies con la tavoletta (almeno 20/30), che serviranno solo da innesco. Oltre che a ridurre notevolmente i tempi di preparazione, questo sistema si rivela molto efficace per la sua caratteristica meccanica che può essere paragonata a quella delle boilies sbriciolate, mantenendo però intatta la garanzia in fase di pasturazione, perché con una comune fionda può essere lanciata anche a lunga distanza.

Non si tratta di una soluzione da puri principianti, ma di una tecnica ben precisa.
Se poi vogliamo considerare che, grazie alla sua “economicità” si presta anche ad uno studente, perché no? Con una tavoletta reperibile al prezzo max di 10 €, siamo in grado di fare le boilies!

I modelli più comuni, possiedono sul lato superiore due alette che corrispondono alla dimensione del diametro delle scanalature interne, ciò significa che una volta abbozzata la salciccia d'impasto a mano, è possibile “rollarla” con il lato superiore per ottenere la giusta dimensione, sarà quindi semplice fare anche diversi kg d'esche con questo sistema.

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento del sito 18/01/2010