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Aspetti tecnici dell'hair rig La misura dell'amo Le dimensioni della boilies impiegata, la misura migliore dell'amo, devono sempre essere affiancate anche da altre considerazioni che ci aiutano a approfondire l'argomento. Molti pescatori infatti utilizzano ami piuttosto grossi per gran parte della pesca anche quando, le condizioni non lo suggerirebbero. Il concetto “amo grande = preda grande” infatti non va molto bene e la dimostrazione l'ho avuta in questi ultimi anni in cui ho potuto constatare differenti approcci di pesca e tecniche di presentazione. Alla fine ho scoperto che amo grande spesso significa anche “preda slamata” ed un semplice ragionamento può portarci a comprendere cosa voglio affermare. Pensiamo infatti alla forza richiesta ad un amo di misura 1, per penetrare nella carne della bocca della carpa e confrontiamo questo valore con quella che in effetti è richiesta per un amo di misura 4. Scopriremo che per far entrare e fissare un amo di misura 1 serve una forza spesso 2 volte superiore a quella necessaria per un amo più piccolo e la stessa ferita che si viene a provocare é largamente maggiore e più soggetta ad allargarsi (liberando l'amo). In più di una occasione ho inoltre notato a favore dell'amo piccolo:
Mi sembra quindi che la moda imperante fatta di “ganci” dell'1/0 e debba lasciare posto ad una pesca più ragionata fatta di misure più consone del tipo 2 e 4 anche utilizzando boilies oltre i 20mm doppie. In quest'ultimo caso infatti sarà sufficiente allungare la lunghezza del “capello” di un paio di millimetri per ottenere l'effetto desiderato. Equilibrio tra boilies e amo Questo è uno dei primi argomenti di una certa importanza poiché determina, in gran parte, l'efficacia dell'hair rig stesso. Se infatti immaginiamo un amo misura 1 accanto da una boilies di 14 mm di diametro (quindi piuttosto piccola), ci rendiamo subito conto di quanto improbabile possa essere un'esca presentata in questo modo. Allo stesso tempo, se immaginiamo il contrario, ovvero una grande boilies da 24 mm affiancata ad un amo del 6, comprendiamo come l'esca non metta mai in condizione l'amo di ferrare il pesce. Si deve quindi operare mantenendo un certo equilibrio e per questo vi offro una piccola tabella di riferimento.
A determinare l'efficacia vi è anche la distanza tra l'esca e la curvatura dell'amo. L'ideale è nell'ordine dei 5 mm ma, man mano che cresce il diametro dell'esca si può arrivare a distanze di oltre 3 centimetri. L'importante è trovare una distanza di compromesso che non porti mai a causare un “effetto ombra” in cui la boilies, tende a coprire e rendere inutile la presenza dell'amo. Un semplice metodo per comprendere se la distanza tra boilies ed amo è corretta è quella di mettere entrambe all'interno del palmo della mano. Faremo ruotare la boilies nel palmo osservando se l'amo rimane sempre a contatto con la nostra pelle senza mai essere sollevato, quindi “messo in ombra”. Equilibrio tra piombo e amo Ecco l'argomento veramente interessante e capace di farci subito comprendere se ciò che stiamo scegliendo è effettivamente proporzionato e in equilibrio. Forma e peso del piombo influenzano grandemente le dimensioni dell'amo ed è per questo che dobbiamo operare una scelta attenta. Prendiamo infatti un piombo ad ogiva (bomb) e poggiamolo su un tavolo. Toccando una delle estremità vedremo che con la massima facilità riusciremo a spostare il piombo stesso, se non altro, a farlo ruotare su se stesso. Ripetiamo l'operazione con un piombo con lati quadrati (Trilob) e vedremo che lo sforzo sarà maggiore. Effettuiamo la stessa prova con un Dumpy Pear con lati quadrati e la forza necessaria per spostare il piombo sarà ancora maggiore. Questo significa che ogni piombo ha un suo possibile impiego per cui, un piombo a ogiva non sarà molto auto ferrante in zone dal fondale duro e renderà meglio in aree in cui tenderà a d affondare leggermente stabilizzandosi. Allo stesso modo, l'uso di un bomb insieme ad un amo di grossa misura (1/0 o 1) difficilmente permetterà una ferrata profonda quanto lo stesso piombo può garantire con un amo piccolo ed affilato come un misura 4. Per fare questa prova vi invito allora a seguire questi punti:
Se riusciremo ad alzare il piombo da terra senza provare alcuna sensazione che l'amo stia penetrando vorrà dire che abbiamo scelto un piombo troppo leggero oppure un amo sproporzionato al piombo (cioè troppo grande). Se proveremo la sensazione che l'amo stia entrando nella carne avremo individuato un modello giusto per il peso prescelto. In sintesi avremo una graduatoria che più o meno suona così:
Rispettando questa tabella avremo la conferma che le possibilità di auto - ferrata profonda e di aggancio tale da limitare al massimo le slamate sarà elevata e forse rimpiangeremo alcuni dei pesci slamati sottoriva…sul più bello. Hair rig e soluzioni tecniche Se l'equilibrio tra il piombo e l'amo è molto importante per la costruzione dell'intero terminale, dobbiamo ora entrare nel vivo dell'argomento individuando alcuni tecniche di costruzione di sicura efficacia e grande facilità di esecuzione. L'hair rig è l'unico vero segreto della tecnica del carpfishing e tutte le nostre possibilità di cattura si basano sulla corretta costruzione che si trasforma in una perfetta presentazione dell'esca. Esistono molte tecniche di costruzione così come la possibilità di acquistare le montature già fatte ma, escluderei questa ultima possibilità concentrandomi solo sulla nostra voglia di imparare a fare da noi e allargare il nostro bagaglio di conoscenza tecnica.
Materiali Cominciando a parlare dei finali dobbiamo fare conoscenza dei materiali che oggi vanno per la maggiore e che sono frutto di una continua ricerca delle maggiori aziende. A mio personale giudizio tutti i materiali basati sul dyneema siano essi inguainati oppure liberi vanno bene purché di buona qualità e non eccessivamente rigidi. Ciò che dobbiamo immaginare è che la nostra esca deve essere poggiata sul fondale e il finale deve essere sdraiato e rendersi mimetico il più possibile. La lunghezza del finale dovrà essere funzione della situazione di pesca in cui agiamo tenendo conto di alcuni aspetti:
I materiali che vengono utilizzati maggiormente, come detto, sono i classici intrecciati usati da oltre 15 anni nel carpfishing e quelli compositi ovvero derivati inguainando un intrecciato all'interno di una pellicola che irrigidisce e aiuta a affondare. Altro argomento riguarda la tenuta dei materiali che dobbiamo impiegare nelle sessioni di pesca; personalmente è difficile che scenda sotto le 20 libbre e raramente salgo oltre le 25, utilizzando materiali ancora più resistenti in caso di pesca in acque in zone ricche di rocce o legnaie.
Nodi
(per unire fili di sezione differente - shock leaders) (per assicurare ulteriormente l'Albright) (adatto per ami con occhiello e girelle)
(per unire due sezioni di filo) (per ami con occhiello e girelle) (per unire due sezioni di filo)
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Ultimo aggiornamento del sito 18/01/2010 |
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